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Parnassius phoebus


Parnassius phoebus
Photo Information
Copyright: Silvio Sorcini (Silvio2006) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6656 W: 90 N: 16769] (101904)
Genre: Animals
Medium: Color
Date Taken: 2018-07-17
Categories: Insects
Exposure: f/13.0, 1/320 seconds
More Photo Info: [view]
Photo Version: Original Version
Date Submitted: 2018-07-21 11:34
Viewed: 253
Points: 10
[Note Guidelines] Photographer's Note
Parnassius phoebus

Fabricius 1793

Nome Volgare: Febo

Famiglia: Papilionidae

Lunghezza ala anteriore mm. 31-34

Note: Il Parnassius phoebus è un lepidottero che può essere considerato raro e molto localizzato, fatta eccezione per poche località di alta montagna in cui vi sono residue colonie piuttosto numerose (al massimo di due decine di individui).
L'insetto è diffuso, in Europa, in alcune zone delle Alpi (escluse, tra l'altro, le Alpi carniche) da una quota di 1500 m. fino a 2500-3000 m. E' anche presente, con sottospecie differenti, sulle Montagne Rocciose degli Stati Uniti ed in Asia centro-orientale (tanto è vero che è stato descritto per la prima volta da Fabricius proprio in Siberia, nel 1793).
E' più comune verso i 2000 metri. Le colonie sono poste vicino a torrenti sulle cui sponde vegeta Saxifraga aizoides, la pianta ospite delle larve, dai caratteristici fiori gialli. Il comportamento dell'adulto è simile a quello del P. apollo, fatta salva l'abitudine di passare la notte nel folto dell'erba, anzichè sulle sommità dei fiori (per nutrirsi l'adulto ama il nettare del genere Allium).
Le larve, se le uova schiudono in estate, trascorrono ibernate la stagione invernale, risvegliandosi poi nelle giornate di tepore primaverile.
Ruggero Verity, nella sua opera più conosciuta (Le farfalle diurne d'Italia) descrive il "risveglio" del bruco raccolto ghiacciato. Esso "sverna da piccolissimo, fra le radici impiastrate di melma della sua pianta alimentare; è stato raccolto gelato fino all'irrigidimento completo, ma, appena sciolto il ghiaccio in una stanza…" si è rivitalizzato.
Secondo l'Autore, questa specie si è formata in epoca più antica rispetto ai congeneri P. apollo e P. mnemosyne, dimostrandosi perciò incapace "dopo le epoche glaciali, di adattamento a climi più miti, poiché è sopravvissuta solo dove ha potuto ritirarsi in massicci alpestri con ghiacciai".
Se quasi settanta anni orsono la specie era molto localizzata, è facile immaginare il suo attuale status in un periodo di riscaldamento globale e di intervento antropico anche alle alte quote (incanalamento di risorgive, pascolo intensivo di bestiame, ecc.); il Chinery già nel 1989 la definiva "vulnerabile", cioè in declino su tutto l'areale di distribuzione.
In Svizzera il suo areale si è ridotto almeno del 500% negli ultimi decenni; sembra scomparsa da varie località italiane quali i Monti Lessini e Passo Crocedomini. Anche nel frequentatissimo versante veneto del Passo del Pordoi la specie pare scomparsa da alcuni anni, probabilmente grazie all'incanalamento di un torrentello.
E' sconsolante pensare che le colonie divenute minacciate nell'arco di pochi decenni (anche dal collezionismo, essendoci sempre pochi esemplari in volo) erano presenti in tali luoghi da migliaia di anni, a partire dallo stabilizzarsi del clima nel periodo post-glaciale.
Inspiegabilmente, la farfalla non è protetta dalla legislazione italiana e comunitaria; ciò alla pari di un altro lepidottero - se possibile - ancora più minacciato, il Papilio alexanor.


Maschio: colore bianco traslucido con macchie nere. Macchia subcostale nelle anteriori generalmente centrata di rosso. Due macchie rotonde rosse, pupillate di bianco e bordate di nero nelle ali posteriori.

Femmina: simile al maschio ma generalmente più grande, con aree grigiastre e macchie rosse più estese

Rovescio : simile al dritto

Bruco: nero con puntini marginali gialli o arancione chiaro e si i,pupa in un bozzolo libero posizionato sotto la roccia o strati vegetali.

Distribuzione: Alpi

Habitat: specie alpicola, si rinviene nei prati e lungo i torrenti del piano montano e cacuminale, da 1500 sino a circa 2800 metri s.l.m.

Generazioni annuali: gli adulti sfarfallano tra giugno ed agosto (a seconda della quota) in una sola generazione.


Piante nutrici: Saxifraga aizoides, Saxifraga calycina, Saxifraga nivalis, Rhodiola rosea, Sedum album, Sedum sp., Sempervivum montanum, Sempervivum tectorum.

mamcg, pierrefonds has marked this note useful
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Critiques [Translate]

  • Great 
  • lousat Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6424 W: 89 N: 15571] (65156)
  • [2018-07-21 16:45]

Ciao Silvio,bella quella di TE e ancora meglio questa,stessa qualita' pazzesca ma la posa a volo d'angelo è davvero una chicca,complimentissimi ancora e Buona Domenica,Luciano

  • Great 
  • periko Gold Star Critiquer/Gold Note Writer [C: 64 W: 2 N: 140] (1437)
  • [2018-07-21 19:02]

Ciao Silvio
Neat composition with such a background.
Nice pattern and colors as well as the best exposure.

Tfs & regards

  • Great 
  • mamcg Gold Star Critiquer/Silver Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 329 W: 12 N: 89] (9517)
  • [2018-07-21 23:11]

Such a detailed NOTE that need time to study, the simple background matching also well composed shot that attracts me too much, well done.

silvio this is beautiful
great composition of this butterfly
thanks gr lou

Hi Silvio,

The insect is well placed in the frame. The point of view is showing the details of the Parnassius phoebus butterfly. The light is enhancing the colors. Have a nice day.

Pierre

Calibration Check
















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