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Parnassius phoebus


Parnassius phoebus
Photo Information
Copyright: Silvio Sorcini (Silvio2006) Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6665 W: 90 N: 16791] (101976)
Genre: Animals
Medium: Color
Date Taken: 2019-07-25
Categories: Insects
Photo Version: Original Version
Date Submitted: 2019-07-28 0:30
Viewed: 53
Points: 6
[Note Guidelines] Photographer's Note
Parnassius phoebus

Fabricius 1793

Nome Volgare: Febo

Famiglia: Papilionidae

Lunghezza ala anteriore mm. 31-34

Note: Il Parnassius phoebus è un lepidottero che può essere considerato raro e molto localizzato, fatta eccezione per poche località di alta montagna in cui vi sono residue colonie piuttosto numerose (al massimo di due decine di individui).
L'insetto è diffuso, in Europa, in alcune zone delle Alpi (escluse, tra l'altro, le Alpi carniche) da una quota di 1500 m. fino a 2500-3000 m. E' anche presente, con sottospecie differenti, sulle Montagne Rocciose degli Stati Uniti ed in Asia centro-orientale (tanto è vero che è stato descritto per la prima volta da Fabricius proprio in Siberia, nel 1793).
E' più comune verso i 2000 metri. Le colonie sono poste vicino a torrenti sulle cui sponde vegeta Saxifraga aizoides, la pianta ospite delle larve, dai caratteristici fiori gialli. Il comportamento dell'adulto è simile a quello del P. apollo, fatta salva l'abitudine di passare la notte nel folto dell'erba, anzichè sulle sommità dei fiori (per nutrirsi l'adulto ama il nettare del genere Allium).
Le larve, se le uova schiudono in estate, trascorrono ibernate la stagione invernale, risvegliandosi poi nelle giornate di tepore primaverile.
Ruggero Verity, nella sua opera più conosciuta (Le farfalle diurne d'Italia) descrive il "risveglio" del bruco raccolto ghiacciato. Esso "sverna da piccolissimo, fra le radici impiastrate di melma della sua pianta alimentare; è stato raccolto gelato fino all'irrigidimento completo, ma, appena sciolto il ghiaccio in una stanza…" si è rivitalizzato.
Secondo l'Autore, questa specie si è formata in epoca più antica rispetto ai congeneri P. apollo e P. mnemosyne, dimostrandosi perciò incapace "dopo le epoche glaciali, di adattamento a climi più miti, poiché è sopravvissuta solo dove ha potuto ritirarsi in massicci alpestri con ghiacciai".
Se quasi settanta anni orsono la specie era molto localizzata, è facile immaginare il suo attuale status in un periodo di riscaldamento globale e di intervento antropico anche alle alte quote (incanalamento di risorgive, pascolo intensivo di bestiame, ecc.); il Chinery già nel 1989 la definiva "vulnerabile", cioè in declino su tutto l'areale di distribuzione.
In Svizzera il suo areale si è ridotto almeno del 500% negli ultimi decenni; sembra scomparsa da varie località italiane quali i Monti Lessini e Passo Crocedomini. Anche nel frequentatissimo versante veneto del Passo del Pordoi la specie pare scomparsa da alcuni anni, probabilmente grazie all'incanalamento di un torrentello.
E' sconsolante pensare che le colonie divenute minacciate nell'arco di pochi decenni (anche dal collezionismo, essendoci sempre pochi esemplari in volo) erano presenti in tali luoghi da migliaia di anni, a partire dallo stabilizzarsi del clima nel periodo post-glaciale.
Inspiegabilmente, la farfalla non è protetta dalla legislazione italiana e comunitaria; ciò alla pari di un altro lepidottero - se possibile - ancora più minacciato, il Papilio alexanor.


Maschio: colore bianco traslucido con macchie nere. Macchia subcostale nelle anteriori generalmente centrata di rosso. Due macchie rotonde rosse, pupillate di bianco e bordate di nero nelle ali posteriori.

Femmina: simile al maschio ma generalmente più grande, con aree grigiastre e macchie rosse più estese

Rovescio : simile al dritto

Bruco: nero con puntini marginali gialli o arancione chiaro e si i,pupa in un bozzolo libero posizionato sotto la roccia o strati vegetali.

Distribuzione: Alpi

Habitat: specie alpicola, si rinviene nei prati e lungo i torrenti del piano montano e cacuminale, da 1500 sino a circa 2800 metri s.l.m.

Generazioni annuali: gli adulti sfarfallano tra giugno ed agosto (a seconda della quota) in una sola generazione.


Piante nutrici: Saxifraga aizoides, Saxifraga calycina, Saxifraga nivalis, Rhodiola rosea, Sedum album, Sedum sp., Sempervivum montanum, Sempervivum tectorum.

Tratto da: Le farfalle delle Alpi di Gianluca Ferretti. Edizioni Blu. Giugno 2012
"Farfalle d'Italia" Editrice Compositori, a cura di Roberto Villa, Marco Pellecchia e Giovanni Battista Pesce e dal sito http://insetti.altervista.org/ di Stefano Bossi & Antonio Karabatsos
Eventuali errori sono solo miei


Parnassius phoebus

Fabricius 1793

Name Volgare: Febo

Family: Papilionidae


Front wing length mm. 31-34...

The Parnassius phoebus is a moth which can be considered rare and very localized, with the exception of a few high mountainous locations where there are numerous colonies that are quite numerous (up to two dozen individuals).
The insect is spread in Europe to some parts of the Alps (excluding, among other things, the Carnic Alps) at a height of 1500 m. Up to 2500-3000 m. It is also present, with different subspecies, on the Rocky Mountains of the United States and Central Asia (so far it has been described for the first time by Fabricius in Siberia in 1793).

It is more common at 2000 meters. The colonies are located near streams on whose vegetation shores Saxifraga aizoides, the host plant of larvae, with characteristic yellow flowers. The behavior of the adult is similar to that of P. apollo, except for the habit of spending the night in the thick grass, rather than on the top of the flowers (to feed the adult loves the nectar of the genus Allium).
The larvae, if eggs hatch out in the summer, spend hibernate the winter season, waking up on the days of spring heat.
Ruggero Verity, in his most famous work (The Diurnal Butterflies of Italy) describes the "awakening" of the iced harvest caterpillar. It is "very small winter, among the milled roots of its mulberry plant, was frozen until full stiffness, but, just dissolved ice in a room ..." has revitalized.
According to the author, this species was more ancient than the P. apollo and P. mnemosyne congeners, thus proving unable "after the epochs of glacial, adaptation to milder climates, since he survived only where he could retreat to Alpine masses with glaciers ".
If the species was very localized for nearly seventy years, it is easy to imagine its current status in a period of global warming and anthropic intervention even at high altitudes (rhyming, intensive livestock grazing, etc.); Chinery already defined it as "vulnerable" in 1989, ie in decline across the entire distribution area.
In Switzerland, its area has been reduced by at least 500% in recent decades; Seems to have disappeared from several Italian locations such as the Lessini Mountains and the Crocedomini Pass. Even in the very popular Venetian side of the Passo del Pordoi, the species seems to have disappeared for a few years, probably thanks to the incarnation of a torrent.
It is unwise to think that the colonies that have become threatened within a few decades (including collectors, always fewer in flight) have been present in these places for thousands of years, starting with the stabilization of the climate in the post-glacial period.
Inexplicably, butterfly is not protected by Italian and Community legislation; This at par with another moth, if possible, even more threatened, the Papilio alexanor.

Male: translucent white color with black spots. Subcostal stain on the generally centered front of red. Two red round spots, white pupils and blackened in the back wings.

Female: Similar to male but generally larger, with greyish areas and larger red spots

Reverse: Similar to straight

Bruco: black with yellow or orange light dots and i, pupa in a free cocoon placed under the rock or vegetal layers.

Distribution: Alps

Habitat: alpaca species, is found in the meadows and along the crevices of the mountain and cacuminal plan, from 1500 to about 2800 meters s.l.m.

Annual Generations: Adults flicker between June and August (depending on quota) in a single generation.


Nursery plants: Saxifraga aizoides, Saxifraga calycina, Saxifraga nivalis, Rhodiola rosea, Sedum album, Sedum sp., Sempervivum montanum, Sempervivum tectorum.

Taken from: The Butterflies of the Alps by Gianluca Ferretti. Blue Editions June 2012
"Butterflies of Italy" Editrice Compositori, edited by Roberto Villa, Marco Pellecchia and Giovanni Battista Pesce and from http://insetti.altervista.org/ by Stefano Bossi & Antonio Karabatsos
Any mistakes are just mine

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Critiques [Translate]

  • Great 
  • hsn6a Gold Star Critiquer/Gold Note Writer [C: 152 W: 0 N: 436] (8537)
  • [2019-07-28 1:50]

beautiful..

  • Great 
  • lousat Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6450 W: 89 N: 15594] (65242)
  • [2019-07-28 2:16]

Ciao Silvio,avresti potuto mettere questa anche su TE,è davvero perfetta,esemplare un po' vecchiotto ma cattura impeccabile. Buona Domenica,Luciano

Hi Silvio,

The insect is well placed in the frame. The point of view is showing the details of the Parnassius phoebus butterfly. The light is bringing out the beauty of the colors. Have a nice day.

Pierre

Calibration Check
















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